Immagini dal Palio di Camerino

Immagini dal Palio di Camerino

Annunci

Palio di Camerino 2013

Corsa alla Spada e Palio
XXXII Edizione  dal  16 al 26 Maggio 2013

Camerino città ducale rivive ogni anno i fasti del passato in occasione della Rievocazione della Corsa alla Spada e Palio. I festeggiamenti in onore del patrono San Venanzio (18 maggio) hanno origini antichissime e vicende alterne nel corso degli anni.
Nel 1982 per la prima volta viene proposta la rievocazione storica e così da quell’anno la città, nel mese di maggio, inizia un viaggio a ritroso nel tempo, fino al periodo d’oro della Signoria da Varano. La festa religiosa segna anche il ‘risveglio’ della corte con le sue “dame, i cavallier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese”..
E’ un susseguirsi di riti, cerimonie, dall’offerta dei ceri all’accensione del grande falò propiziatorio, dalla corsa alla spada al palio degli arcieri, dagli spettacoli di musica antica all’apertura delle taverne negli angoli più suggestivi del centro storico.
Le gare sono strettamente legate all’antica divisione della città e del territorio in Terzieri: di Mezzo (i cui colori sono il verde e nero, con l’emblema del ceppo legato), Muralto (i cui colori sono l’azzurro e il bianco, con l’emblema delle spighe di grano) e Sossanta (i cui colori sono il rosso e bianco con l’emblema della colomba).
La sera della vigilia della festa del Patrono (17 maggio) muovono dalla sede dei rispettivi Terzieri separati cortei che, in sfarzosi costumi d’epoca, al lume delle torce, con vessilli, chiarine e tamburi, passano per le vie del centro medioevale, interamente pavesate di drappi e stemmi per condurre nella Basilica di S. Venanzio ove ha luogo la cerimonia dell’offerta dei ceri.
Seguono nella piazza antistante la Basilica: la lettura del proclama che bandisce la gara della Corsa alla spada e palio, l’accensione del grande falò propiziatorio, tra squilli di trombe e rullo di tamburi.
Nel pomeriggio della domenica successiva alla festa del Patrono, si snoda per le vie principali della città il fastoso corteo del Palio, composto da oltre 300 figuranti tra dame, cavalieri, armigeri, musici e sbandieratori.
Finalmente giunge il tanto atteso momento della Corsa alla spada cui, dopo un allenamento di mesi, partecipano trenta giovani in costume, dieci per ciascun Terziero, i quali si contendono allo spasimo la vittoria: il percorso è di circa 1.300 metri, in buona parte in ripida salita.
Il corridore, che arriva per primo al traguardo e sfila la spada dal ceppo in cui è infissa, è il vincitore assoluto ed ha in premio la spada; al Terziero, vincitore per tempo di arrivo del suoi corridori, spetta il Palio che custodirà fino all’anno successivo.
La manifestazione si conclude con la consegna del Palio da parte del Magnifico Messere, alla presenza del Duca e della sua corte, in un tripudio di colori e di suoni, tra lo sventolio dei vessilli e le figurazioni artistiche degli sbandieratori.
Nella rievocazione storica è stata inserita anche la “Disfida degli arcieri”, una competizione che vede gli arcieri locali non più divisi per terziero, ma contrapposti a quelli di un’altra città, in una gara appassionante che si svolge in quattro prove, che non solo mettono in luce il complessivo valore di ogni squadra, ma soprattutto quello degli interpreti di una disciplina così antica. E’ infatti vincitrice la compagine che al termine della tenzone ha conseguito il maggior numero di punti e viene assegnato un premio come “Migliore Arciere della Disfida” a colui che ha conquistato il miglior piazzamento nella finale.
Sono oltre quindici giorni, nel mese di maggio, di grande animazione per la città di Camerino e per i territori vicini perché la rievocazione storica è preceduta e seguita dalle manifestazioni e dalle iniziative dei Terzieri tra le quali l’apertura delle tipiche osterie (gastronomia su antiche ricette), le mostre di prodotti artigianali, gli spettacoli folkloristici e l’esibizione di bande musicali.ImmagineImmagine

ITALIA – Il Colosseo tra le sette meraviglie del mondo

Nella notte del 7 luglio 2007, a Lisbona, il celebre monumento romano è stato proclamato con altri sei siti eccezionali del pianeta ‘Nuova Meraviglia’ del mondo dopo un sondaggio universale promosso dal cineasta svizzero-canadese Bernard Weber, cui hanno partecipato 100 milioni di persone di tutti i continenti secondo gli organizzatori.

Con il Colosseo sono stati eletti Nuove Sette Meraviglie del Mondo, la Grande Muraglia cinese, l’antica città giordana di Petra, la Statua di Cristo Redentore di Rio de Janeiro in Brasile, le Rovine Inca di Machu Picchu in Perù, la Piramide Maya di Chichen Itza in Messico, e il Taj Mahal (India). La proclamazione delle ‘Nuove Sette Meraviglie’ è stata fatta durante un megaspettacolo nello stadio Luz, i cui diritti sono stati venduti a decine di emittenti, con un pubblico potenziale di 1,6 miliardi di spettatori. La data, il 07/07/07 , ovviamente non è stata scelta per caso: tutti sette come appunto le ‘Nuove Sette Meraviglie’.

Il Colosseo, denominato dagli antichi Romani “Anphitheatrum Flavlum”, fu costruito dall’Imperatore Vespasiano, nel 72 d.c. circa, e inaugurato da suo figlio Tito nell’80 d.c.
L’edificazione avvenne nell’area occupata dall’enorme palazzo di Nerone, la Domus Aurea, costruita dopo il grande incendio di Roma del 64.

Nelle vicinanze era presente una statua colossale di Nerone, dal quale la leggenda vuole che derivi il nome Colosseo. Dopo l’uccisione di questo imperatore la statua venne rimodellata per raffigurare Sol il dio del Sole, aggiungendo l’appropriata corona solare. Il Colosso venne quindi spostato dalla sua originale collocazione per far posto al tempio di Venere e Roma sotto Adriano.

La struttura originale doveva essere molto particolare: per i regni di Vespasiano e di Domiziano sono note all’interno del Colosseo delle naumachie, cioè delle battaglie navali. Questo può significare che originariamente la pavimentazione del Colosseo doveva essere tale da consentire una grande portata d’acqua, magari proprio mantenendo l’originale stagno nato per la casa di Nerone.

….Nel corso del giubileo del 1675 assunse il carattere di luogo sacro in memoria dei molti martiri cristiani qui condannati al supplizio e nel 1744 Papa Benedetto XIV lo consacrò alla passione di Cristo e vi fece costruire le 15 tappe della Via Crucis, in memoria dei martiri cristiani sacrificati nell’arena.

In seguito ai dissesti strutturali si ebbero i primi restauri: speroni a sostegno delle estremità rimaste in piedi della facciata furono costruiti nel 1807 ad opera di Raffaele Stern e nel 1827 da Luigi Maria Valadier, che ricompose nella nuova opera parte delle strutture già crollate. Altri restauri nell’interno si ebbero tra il 1831 e il 1846. Contemporaneamente si iniziò  a liberare il monumento dall’interro con gli scavi diretti da Carlo Fea nel 1811 e 1812 e con quelli di Pietro Rosa (1874-1875).
Nel 1938 e 1939 furono completamente scavate le strutture sotterranee dell’arena, in parte alterate dalle ricostruzioni.

colosseo22

Roma Antica - 20041201 - Colosseo primao-NET

DOLCI DI CARNEVALE: LE CHIACCHIERE

Le chiacchiere o frappe sono dolci molto friabili che vengono fritti ed infine vengono cosparsi di zucchero a velo. Le chiacchiere sono preparazioni tipiche del periodo di Carnevale e vengono chiamate con nomi diversi a seconda delle regioni di provenienza: chiacchiere e lattughe in Lombardia, cenci e donzelle in Toscana, frappe e sfrappole in Emilia, cròstoli in Trentino, galani e gale in Veneto, bugie in Piemonte, così come rosoni, lasagne, pampuglie, ecc..

Le chiacchiere o frappe hanno un’antichissima tradizione che probabilmente risale a quella delle frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale che nell’antica Roma venivano preparati proprio durante il periodo di Carnevale; questi dolci venivano prodotti in gran quantità poiché dovevano durare per tutto il periodo della Quaresima.

ImmagineSetacciate la farina assieme al lievito e disponete il tutto su di una spianatoia (oppure in una ciotola o nella tazza di un robot)  nella classica forma a fontana; ponete al centro il burro, lo zucchero, la vanillina, le uova, mezzo bicchierino di grappa e un pizzico di sale. Lavorate bene gli ingredienti fino a formare un impasto liscio ed elastico (se impastate a mano lavoratelo su di una spianatoia per almeno 10 minuti), al quale darete la forma di una palla e lo lascerete così riposare  avvolto nella pellicola trasparente in luogo fresco per almeno 30 minuti.

Spianate poi la pasta per mezzo dell’apposita macchinetta (o con un mattarello), in modo da ottenere una sfoglia non troppo sottile dello spessore di 2 mm. Se utilizzerete la macchinetta, procedete in questo modo: dividete la pasta in 4 panetti del peso di circa 200 gr ciascuno, schiacciateli, inseriteli nella macchinetta con i rulli completamente divaricati; se la sfoglia che fuoriesce tende a lacerarsi, infarinatela, ripiegatela su se stessa e spianatela nuovamente , procedendo dallo spessore più ampio dei rulli a quello intermedio ed infine più stretto ripiegatela su se stessa e spianatela nuovamente, procedendo dallo spessore più ampio dei rulli a quello intermedio ed infine più strettoPonete le strisce così ottenute (2 o 3 alla volta) in abbondante olio ben caldo ma non bollente (170-180 gradi al massimo), girandole su ambo i lati e stando attenti a non bruciarle; appena diventeranno dorate, toglietele dall’olio e ponetele a sgocciolare su di una brillantiera, griglia o carta assorbente. Quando diventeranno fredde ponetele su di un piatto da portata e cospargetele di zucchero al velo vanigliato.

Non mangiatene troppo…buon carnevale a tutti

 

La ricetta del mese: le tagliatelle

Oggi parliamo di tagliatelle rappresentano uno dei formati di pasta più conosciuti e più gustosi che la tradizione gastronomica italiana abbia a sua disposizione.

La tradizione vuole che questa prelibatezza sia tipica della città di Bologna dove le tagliatelle vengono preparate solitamente con l’immancabile ragù alla bolognese, anche se possono essere accompagnate da diversi condimenti come sugo di pomodoro fresco, tartufi, funghi, frutti di mare, e molto altro ancora.

Nonostante sia una ricetta tipicamente Emiliana, le tagliatelle sono molto diffuse anche in regioni come le Marche ed il Veneto. E quindi anche da noi a CAMERINo nei giorni di festa, nelle domeniche spesso mangimo le Tagliatelle, più buone se fatte dalla nonna.

Per fare le tagliatelle servono: 300 grammi d farina e 3 uova

Preparazione: mettete la farina a fontana sulla spianatoia e fate al centro un incavo col pugno. Rompete le uova al centro della farina e mescolate il tutto per bene fino a che lentamente vengano completamente assorbite.Impastate ora il tutto per almeno 15 minuti fino ad ottenere un composto liscio ed elastico.Se le uova non bastassero ad amalgamare la farina aggiungete un cucchiaio o due di acqua e lasciatela riposare qualche minuto sulla spianatoia quindi dividetela in pezzi e stendetela con un matterello fino a tirare una sfoglia sottile. A questo punto, lasciate asciugare la sfoglia per qualche minuto: una volta asciutta, arrotolate ogni sfoglia su se stessa e tagliatele a fettine larghe 1/2 centimetro. Allargate le tagliatelle su un piano asciutto e lasciatele asciugare per qualche ora prima della cottura.

Noi le mangiamo di solito con un bel ragù di carne, ma sono molto buone anche alla Norcina, cioè con salsiccia, funghi e un po’ di aromi…….

e poi….Buon appetito buon appetito a tutti

Immagine

Immagine

Immagine

 

La ricetta del mese: I Vincisgrassi

Qual’è il piatto tipico di Camerino e della nostra regione? Cosa si mangia nei giorni di festa? Qual’è il piatto più amato?La risposta è molto semplice: I VINCISGRASSI. Un piatto buonissimo, che si può mangiare in ogni occasione soprattutto nei giorni di festa. Vi mettiamo qui di seguito la ricetta, così intanto potete provare a farlo, così da confrontarlo con quello mangiato nei ristoranti di Camerino.

I “vincisgrassi”, descritti come “princisgras”, appaiono per la prima volta descritti da Antonio Nebbia nel “Il Cuoco Maceratese” nel 1783.
La leggenda marchigiana narra che il principe Windisch-Graetz arrivò nel 1799 a capo dell’esercito austriaco per strappare Ancona alle armate napoleoniche ed in quella occasione fu’ “sublimato” da questo piatto che probabilmente prese il suo nome.

Una ricetta originale ed unica non è possibile da indicare, perché ogni località marchigiana ha introdotto personalissime variazioni, che però non hanno alterato l’armonia dei sapori di questa pasta al forno unica nella sua caratteristica.

Buon appetito e buon lavoro.  I vincisgrassi

Ingredienti per 8/10 persone:

Per il sugo:
3 etti di carne macinata
6/7 etti spezzatino magro di manzo e maiale (qualcuno aggiunge anche agnello e pollo)
una salsiccia oppure una fettina di pancetta di maiale (70/80 gr.) ben tritata
rigaglie di pollo
nerbetti (aiutano a “tirare” il sugo)
un nodino di coda di manzo
1 tubetto di conserva di pomodoro
400 gr. passata densa di pomodoro
2 cipolle, 1 costola di sedano, 1 carota
1 bicchiere di vino bianco
3/4 chiodi di garofano
maggiorana
sale e pepe
olio d’oliva ed una noce di burro

Per le lasagne:
Preparare la pasta all’uovo in casa e stendere uno strato sottile
tagliare in rettangoli (cm.10 x 5)
Lessare 3/4 alla volta in acqua bollente salata (quando vengono a galla sono pronti ) raccogliere con un mestolo forato e immergere in una bacinella piena di acqua fredda per poi stenderli su di una tovaglietta asciutta.

Per la besciamella: latte, farina, burro, sale e noce moscata.
Per la pasta: uova (circa 8 per chilo di farina), farina.
Inoltre parmigiano grattugiato in quantità industriali.
Preparazione:
Preparate il sugo di carne il giorno prima (ha bisogno di sobollire a lungo, almeno 3 ore) così:
in un capace tegame mettete un po’ d’olio e la noce di burro, una cipollina ben tritata, la salsiccia ben sbriciolata o la pancetta e fate soffriggere, quando la cipolla è dorata aggiungete la carne macinata e fate proseguire il soffritto. Quando la carne è ben rosolata aggiungete lo spezzatino, le rigaglie (ben pulite e tagliate a pezzettini) e la coda. Continuate a far soffriggete, se vi sembra che la carne tenda ad attaccarsi, non vi preoccupate, mescolate e spruzzate un po’ di vino bianco. Tritate bene la cipolla, il sedano e la carota e aggiungeteli al soffritto. Mescolate e aggiungete il restante vino. Diluite la conserva di pomodoro con acqua e mettetela nel tegame, aggiungete i chiodi di garofano, la maggiorana, il sale ed il pepe. Fate riprendere bollore e unite i nerbetti. Affinché il sugo raggiunga la consistenza, e la quantità, necessaria dovete aggiungere acqua, regolatevi così: ci debbono essere tre dita di liquido a coprire la carne. Aggiungete la passata di pomodoro.
Ora il sugo deve sobbollire, delicatamente e a lungo quindi abbassate la fiamma e lasciatelo in pace. Controllate però di tanto in tanto e mescolate, se il liquido si consuma troppo aggiungete un po’ d’acqua. Il sugo è pronto quando l’olio forma sulla superficie rosso/bruna del sugo dei piccoli laghi. Ora, se volete, potete assaggiarlo, solo per controllare che stia bene di sale, intingendovi un pezzettino di pane.
Il sapore deve essere un perfetto equilibrio di tutti gli ingredienti. Lasciatelo riposare una notte.
Il giorno seguente preparate la besciamella, ce ne vorrà un litro abbondante.
Preparate la pasta all’uovo in casa e stendetela sottile, tagliatela in rettangoli (cm.10x 5). Lessatene 3/4 alla volta in acqua bollente salata (quando vengono a galla sono pronti ) raccoglieteli con un mestolo forato e immergeteli in una bacinella piena di acqua fredda poi stendeteli su di una tovaglietta asciutta.
Prendete una teglia da forno dai bordi alti, (durante la cottura la pasta si gonfia) stendete uno strato di sugo, su questo uno strato di pasta lessata, poi sugo, besciamella, parmigiano e di nuovo uno strato di pasta, e via di seguito fino a concludere con la besciamella ed il parmigiano.
Un piccolo trucco: prendete una forchetta e perforate in più punti, dall’alto in basso, la superficie dei vincisgrassi, il sugo si distribuirà meglio
Infornate per circa 45 minuti a 175/200 gradi. Deve fare una crosticina croccante.

Note:
Tenete conto che trattandosi di ricetta molto laboriosa, sostanziosa e costosa di solito la si prepara per le grandi occasioni e per una certa quantità di persone, diciamo 8 – 10.

Immagine

MEETING POINT – TERMINAL T3 – AEROPORTO DI ROMA

La scuola Dante Alighieri di Camerino per il transfer dagli aeroporti di Roma, manda una persona della scuola che vi aspetterà al punto di incontro – MEETING POINT Arrivi Internazionali TERMINAL 3 – e vi porterà a Camerino con un autobus privato.

A person of the school will be waiting for you at the meeting point (Meeting Point Arrivi Internazionali Terminal 3) and will take you to Camerino by a private bus.

Um representante da escola estará esperando por você no ponto de encontro (Meeting Point Arrivi Internazionali Terminal 3) e vai levá-lo para Camerino em ônibus privado.

Una persona de la escuela te estará esperando en el punto de encuentro (Meeting Point Llegadas Internacionales Terminal 3) y te llevará a Camerino con un autobús privado.

TI ASPETTIAMO QUI

Immagine

Immagine

 
 
 

Camerino gennaio 2013

ciao a tutti…..buone feste e buon 2013 dalla Dante Alighieri.

In attesa dell’arrivo dei nuovi studenti del mese di gennaio 2013 vi mettiamo in evidenza gli appuntamenti importanti organizzati dalla Città di Camerino per il mese di gennaio. Teatro, Festa del Torrone “Il Torrone + lungo del Mondo”, visite al Museo, e tanto tanto altro ancora….dal sito internet del Comune di Camerino. Vi aspettiamo…ciao ciao a tuttiImmagineImmagineImmagineImmagine

http://www.proloco.camerino.sinp.net/?page_id=40

 

Maggio 2012 Corsa alla Spada e Palio – XXXI Edizione

La tradizionale e nota rievocazione storica di Camerino sta per spalancare le porte a dame e cavalieri, popolani e saltimbanchi

A meno di un mese dall’inizio dei festeggiamenti per la festa del patrono camerte, San Venanzio, che quest’anno si svolgerà dal 15 al 27 maggio.

Martedì 15 maggio, come d’abitudine, si inizierà con la tradizionale “Cene dei Mille” per le vie della città, il 16 si svolgerà, invece, un concerto ad opera di un coro tedesco, nella Chiesa di San Francesco che sarà riaperta dopo essere stata riaffrescata.

Sono previsti anche appuntamenti per i più giovani con concerti nelle sere del 19, del 25 e 26 maggio.

La Sfilata del Corteo Storico ci saà la sera del giovedì 17 maggio, con la grande cerimonia nella chiesa del Patrono e il grande Fuoco propiziatorio.

La gara del Palio e Corteo Storico ci saranno la domenica del 27 maggio.

E in mezzo tanti tanti appuntamenti per piccoli e grandi, con spattacoli, concerti, arcieri, cavalieri e ostrie aperte per le cene…….

tutti gli studenti di maggio sono invitati……per un tuffo nelpassato, nel Medioevo dei Signori Da Varano…….

BUON DIVERTIMENTO A TUTTI

….. Camerino città ducale rivive ogni anno i fasti del passato in occasione della Rievocazione della Corsa alla Spada e Palio.

I festeggiamenti, in onore del patrono San Venanzio (18 maggio) durano quindici giorni.

La città inizia un viaggio a ritroso nel tempo, fino al periodo d’oro della Signoria da Varano.La Corsa alla Spada e Palio è la rievocazione di un’antica competizione popolare (documentata sin dal sec. XIII) che vede concorrere tre formazioni di atleti, in rappresentanza dei rispettivi “terzieri” (Sossanta, Di Mezzo, Muralto), per contendersi la “Spada”, (simbolo di conquistata dignità cittadina) e il “Palio” (simbolo di primato campanilistico del rione di appartenenza).

Corsa alla Spada programma 2012 b

 

Il Camerte dell’anno 2011-Prestigioso Premio alla Dante

 

ImmagineUn momento suggestivo per la città ducale è il Premio Il Camerte “Appuntamento ormai tradizionale” come ha sottolineato, nell’inaugurare l’evento, la dott.ssa Donatella Pazzelli presentatrice della prestigiosa cerimonia, giunta alla XIV edizione. Fiore all’occhiello dell’intenso calendario dell’Associazione Turistica “Pro-Camerino” “IL CAMERTE” si avvale della collaborazione dell’assessorato alla cultura e al turismo e del patrocinio dell’amministrazione comunale.
Nella sala consiliare di Palazzo comunale Bongiovanni l’ambito premio è stato assegnato, sabato 14 gennaio, alla Scuola Dante Alighieri di Camerino (direttrice Gabriela Gagliardini, coordinatrice Anna Poeti) per l’incessante organizzazione di soggiorni di studio, grazie ai quali la città di Camerino viene conosciuta e valorizzata in Italia e all’estero.
L’artistica riproduzione del busto di Giulio Cesare da Varano, signore e mecenate della Camerino quattrocentesca, è stata quindi consegnata ai rappresentanti della Scuola Dante Alighieri dal sindaco Dario Conti e dal presidente dell’Associazione Turistica “Pro-Camerino” Renzo Riccioni.
La Scuola svolge meritoria attività culturale e turistica – sottolinea il vicesindaco e assessore alla cultura e al turismo Gianluca Pasqui – e sta portando il nome di Camerino nel mondo e nello stesso tempo…il mondo a Camerino perché sono sempre più numerosi i ragazzi che arrivano da ogni parte del globo!”.
“La Scuola di italiano “Dante Alighieri” in dieci anni ha portato a Camerino centinaia e centinaia di studenti – sottolinea ancora l’ass Pasqui – provenienti da 61 nazioni (tra cui Australia, Argentina, Brasile, Spagna, Germania, Russia e Giappone) che, oltre ad imparare l’italiano, hanno avuto occasione di conoscere l’Italia e Camerino in particolare!”.
Nella cerimonia sono stati conferiti altri due importanti riconoscimenti per ‘incoronare’ camerti eccellenti: il dott Marco Chiarello direttore dell’unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Area Vasta 3 e il maestro pasticcere Paolo Attili del Torrone Francucci. Due significative personalità che nel 2011 si sono particolarmente distinte.

La cerimonia è stata allietata dagli intermezzi musicali a cura della pianista Chiara Ercoli e del maestro soprano Frédérique Anne Willem.

277° anniversari della nascita di Alessanfro Manzoni

ImmagineAlessandro Manzoni su Google, protagonista oggi del doodle solo per la versione italiana del motore di ricerca: il logo raffigura i personaggi della sua opera più famosa, I promessi sposi.

L’innominato, la monaca di Monza, Lucia, Renzo, Don Rodrigo e Don Abbondio.  Il romanzo storico, tra i capolavori assoluti della letteratura italiana, è stato pubblicato nella sua prima versione nel 1823, sotto il nome di Fermo e Lucia, mentre è del 1827 la versione intitolata: “I promessi sposi, storia milanese del sec. XVII, scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni“. E’ del 1840 invece la versione che meglio conosciamo, punto di riferimento assoluto e ben studiato nelle scuole del nostro paese.

Nato a Milano il 7 marzo 1785, Alessandro Francesco Tommaso Manzoni è conosciuto e studiato anche per gli Inni Sacri (La Resurrezione, Il nome di Maria, Il Natale, La Passione, La Pentecoste) scritti tra il 1812 e il 1822, le odi civili come Marzo 1821 e Il Cinque Maggio, le tragedie Il Conte di Carmagnola e l’Adelchi.

È considerato uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi, principalmente per il suo celebre romanzo I promessi sposi, caposaldo della letteratura italiana.

Fu senatore del Regno d’Italia.

La Scuola Dante Alighieri di Camerino naturalmente consiglia a tutti gli studenti di italiano, nel mondo e in Italia, di leggere almeno una volta questo bellissimo ed interessante romanzo.

Buona lettura a tutti